Preghiera per tutti i giorni

Dio benignissimo di infinita carità, che hai tanto amato gli uomini, da dare loro nel tuo Figlio il miglior pegno del tuo amore, affinché, fattosi uomo nel seno di una Vergine, nascesse in una mangiatoia per la nostra salute e rimedio; Io, a nome di tutti i mortali, ti ringrazio infinitamente per questo beneficio sovrano. In cambio di lui ti offro la povertà, l'umiltà e le altre virtù del tuo Figlio umanizzato, supplicandoti per i suoi meriti divini, per i disagi con cui nacque e per le tenere lacrime che versò nella mangiatoia, prepara i nostri cuori con profonda umiltà, con amore acceso, con tanto disprezzo per tutto ciò che è terreno, affinché il neonato Gesù possa avere in loro la sua culla e abitare eternamente. Amen.

La contemplazione della giornata continua.

Preghiera alla Beata Vergine

(Per tutti i giorni)

Sovrana Maria, per le tue grandi virtù e soprattutto per la tua umiltà, hai meritato che un vero Dio ti scegliesse come sua madre: ti prego che Tu stessa prepari e disponga l'anima mia e di tutti coloro che in questo momento vorrebbero fare questa novena, per la nascita spirituale del tuo amato Figlio. Oh dolcissima Madre! Comunicami qualcosa del profondo raccoglimento e della tenerezza divina con cui lo aspettavi, affinché ci renda meno indegni di vederlo, di amarlo e di adorarlo per tutta l'eternità. Amen.

(L'Ave Maria si prega nove volte)

Preghiera a San Giuseppe

(Per tutti i giorni)

Oh Santissimo Giuseppe, sposo di Maria e padre adottivo di Gesù! Rendo infinite grazie a Dio perché ti ha scelto per sì alti ministeri e ti ha adornato di tutti i doni previsti per tanta eccelsa grandezza. Ti prego, per l'amore che hai avuto per il Divino Bambino, di ardermi di fervidi desideri di vederlo e di riceverlo sacramentalmente, mentre nella sua divina Essenza lo vedo e lo godo in cielo. Amen.

(Si recita il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria

gioie

Dolce Gesù, mio ​​adorato Bambino,
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

1. Oh, suprema Saggezza del Dio sovrano,
che a raggiungere infantile ti abbassi sacro!
Oh, Bambino Divino, vieni ad insegnarci
la prudenza che fa i veri saggi!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

2. Oh, potente Adonai che parli a Mosè,
Da Israele al popolo hai dato i comandi!
Ah, vieni presto a salvarci,
e lascia che un bambino debole mostri forte il suo braccio!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

3. Oh sacra radice di Jesse che in alto
presenta al mondo il tuo profumato nardo!
Dolcissimo Bambino che è stato chiamato
Mughetto, bel fiore di campo.
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

4. Chiave di David che apre agli esiliati
le porte chiuse del palazzo reale!
Portaci fuori, oh Bambino, con la tua mano bianca,
dalla triste prigione che il peccato ha scavato!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

5. Oh, luce d'Oriente, sole dai raggi eterni,
Possiamo noi vedere il tuo splendore tra le tenebre!
Un bambino così prezioso, la gioia di un cristiano,
sfoggia il sorriso delle tue dolci labbra.
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

6. Specchio immacolato, Santo dei santi,
senza eguale immagine del Dio sovrano!
Cancella le nostre colpe, salva gli esuli
e sotto forma di bambino dà rifugio ai miserabili!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

7. Re delle nazioni, luminare Emmanuele,
Desidero Israele, pastore del gregge!
Bambino che nutri con un tenero bastone
ora la pecora scontrosa, ora l'agnello mite!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

8. Si aprano i cieli e piova dall'alto
rugiada del benefattore come sacra irrigazione!
Vieni bellissimo Bambino, vieni Dio umano!
Splendi, bella stella! Germoglio, fiore del campo!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

9. Vieni, lascia che Maria protegga le sue braccia,
lascia che tuo figlio veda, in tempo ravvicinato!
Vieni, ora Giuseppe, con sacro desiderio,
si prepara a compiere il tuo sacro amore!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

10 Dal debole aiuto, dalla sofferente protezione,
Consolazione dei tristi, luce degli esuli!
Vita della mia vita, mio ​​adorato proprietario,
il mio costante amico, il mio divino fratello!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

11. Vieni davanti ai miei occhi, innamorato di te!
Bacia le tue piante adesso! Baciati le mani adesso!
Prostrato a terra, ti tendo le braccia,
e ancor più delle mie frasi te lo dice il mio pianto!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

12 Vieni, nostro Salvatore, per il quale sospiriamo
Vieni alle nostre anime, vieni, non metterci così tanto tempo!
Entra nelle nostre anime! Vieni, non metterci così tanto tempo!

Preghiera a Gesù Bambino

(Per tutti i giorni)

Ricordati, o dolcissimo Bambino Gesù!, che hai detto alla venerabile Margherita del Santissimo Sacramento, e nella sua persona a tutti i tuoi devoti, queste parole così consolanti per la nostra povera umanità oppressa e sofferente: «Tutto ciò che vuoi chiedere , chiedilo per i meriti della mia infanzia e nulla ti sarà negato”. Pieni di fiducia in Te, o Gesù, che sei la stessa verità, veniamo a svelarti tutta la nostra miseria. Aiutaci a condurre una vita santa, per raggiungere un'eternità beata. Concedici, per i meriti della tua incarnazione e della tua infanzia, la grazia di cui abbiamo tanto bisogno. Ci arrendiamo a te, o Bambino onnipotente! certo che la nostra speranza non sarà delusa e che in virtù della tua divina promessa, accoglierai ed esaudirai favorevolmente la nostra supplica. Amen.

Considerazioni per tutti i giorni

Il primo giorno

CONSIDERAZIONE

All'inizio dei tempi il Verbo riposava nel seno del Padre suo, nel più alto dei cieli; lì era la causa, nonché il modello di tutta la creazione. In quegli abissi di un'eternità incalcolabile è rimasto il Bambino di Betlemme. È lì che dobbiamo cercare i suoi principi che non sono mai iniziati; Da lì dobbiamo datare la genealogia dell'Eterno, che non ha antenati, e contemplare la vita di infinita compiacenza che lì condusse. La vita del Verbo Eterno nel seno del Padre suo è stata una vita meravigliosa e tuttavia, mistero sublime, egli cerca un'altra casa: una dimora creata. Non perché nella sua dimora eterna mancasse qualcosa alla sua infinita felicità, ma perché la sua infinita misericordia aspirava alla redenzione e alla salvezza del genere umano, che senza di Lui non si sarebbe potuta verificare. Il peccato di Adamo aveva offeso un Dio e quell'infinita offesa non poteva essere perdonata se non con i meriti di Dio stesso. La razza di Adamo aveva disobbedito e meritato la punizione eterna; Era dunque necessario, per salvarla e soddisfare la sua colpa, che Dio, senza lasciare il cielo, prendesse la forma di uomo sulla terra e, mediante l'obbedienza ai disegni del Padre suo, espiasse quella disobbedienza, ingratitudine e ribellione. Era necessario, nello spirito del suo amore, assumere la forma delle debolezze inconsce e dell'ignoranza dell'infanzia, per espiare le debolezze sistematiche e l'ignoranza dell'uomo; che sarebbe cresciuto per dargli una crescita spirituale; che ha sofferto, per insegnargli a morire alle sue passioni e al suo orgoglio e per questo il Verbo Eterno, ardente di desiderio di salvare l'uomo, ha deciso di farsi uomo anche lui e redimere così i colpevoli.

Secondo giorno

CONSIDERAZIONE

La Parola eterna sta per assumere la sua natura creata nella santa casa di Nazaret, dove vissero Maria e Giuseppe. Quando l'ombra del decreto divino venne a scivolare su di lei, Maria era sola e immersa nella preghiera. Trascorreva le ore silenziose della notte nell'intima unione con Dio; e mentre pregava, il Verbo prese possesso della sua dimora creata. Ciò però non arrivò inaspettato: prima di presentarsi, inviò un messaggero, che era l'arcangelo san Gabriele, a chiedere a Maria, da parte di Dio, il suo consenso all'incarnazione. Il Creatore non ha voluto compiere questo grande mistero senza l'acquiescenza della sua creatura. Quel momento era molto solenne: era discrezione di Maria rifiutare... Con quali adorabili delizie, con quale ineffabile compiacenza il Beato attendeva
Trinità affinché Maria aprisse le sue labbra e pronunciasse quel “sì” che dovette essere una dolce melodia alle sue orecchie, e con cui la sua profonda umiltà si conformava all'onnipotente volontà divina.

La Vergine Immacolata ha dato il suo assenso. L'arcangelo è scomparso. Dio si è rivestito di una natura creata; la volontà eterna è compiuta
e la creazione è completata. Nelle regioni del mondo angelico scoppia una gioia immensa, ma la Vergine Maria non l'ha udita né vi avrebbe prestato attenzione.
Aveva il capo chino e la sua anima era immersa nel silenzio che somigliava a quello di Dio. Il Verbo si era fatto carne e, pur essendo ancora invisibile al mondo, viveva già tra gli uomini che il suo immenso amore era venuto a soccorrere. Non era più solo il Verbo eterno, era il Bambino Gesù vestito di sembianze umane, che già giustificava l'elogio che tutte le generazioni gli hanno tributato definendolo il più bello tra i figli degli uomini.

terzo giorno

CONSIDERAZIONE

Così il Bambino Gesù aveva iniziato la sua vita incarnata. Consideriamo l'anima gloriosa e il corpo santo che aveva preso, adorandoli profondamente.
Ammirati in primo luogo nell'anima di quel Divino Bambino, consideriamo in essa la pienezza della sua grazia santificante; quella della sua scienza beatifica, per la quale
Fin dal primo istante della sua vita vide l'essenza divina più chiaramente di tutti gli angeli e lesse ciò che era passato e ciò che doveva venire con tutta la sua arcana conoscenza. Non conobbe per acquisizione nulla che non conoscesse per infusione fin dal primo istante del suo essere; ma ha adottato tutte le nostre malattie
natura alla quale poteva degnamente sottomettersi, anche quando non era necessario per la grande opera che doveva compiere. Chiediamo che le sue facoltà divine
compensare le nostre debolezze e dare loro nuova energia; La sua memoria ci insegni a ricordare i suoi benefici, la sua intelligenza per pensare a Lui, la sua volontà di non fare altro che ciò che Lui vuole e al Suo servizio.

Dall'anima del Bambino Gesù passiamo ora al suo corpo, che era un mondo di meraviglie, un capolavoro
la mano di Dio. Non era, come il nostro, un ostacolo per l'anima; Era, al contrario, un nuovo elemento di santità. Voleva che fosse piccolo e debole come lui
dei bambini, e soggetti a tutti i disagi dell'infanzia, per diventare più simili a noi e partecipare alle nostre umiliazioni. Lo Spirito Santo formò quel corpicino divino con tanta delicatezza e con tanta capacità di sentire che poteva soffrire in eccesso per compiere la grande opera della nostra redenzione. La bellezza di quello
il corpo divino era superiore a qualsiasi cosa mai immaginata; Il sangue divino che cominciò a circolare nelle sue vene dal momento dell'incarnazione è ciò
lava via tutte le macchie del mondo colpevole. Chiediamogli di lavare i nostri nel sacramento della penitenza, affinché nel suo giorno di Natale ci trovi
purificato, perdonato e disposto a riceverlo con amore e beneficio spirituale.

quarto giorno

CONSIDERAZIONE

Fin dal grembo di sua madre il Bambino Gesù cominciò a mettere in pratica tutta la sua sottomissione a Dio, che continuò senza la minima interruzione per tutta la sua vita. Adorava il suo Eterno Padre, lo amava, si sottometteva alla sua volontà, accettava con rassegnazione lo stato in cui si trovava, conoscendo tutta la sua debolezza, tutta la sua
l'umiliazione, tutti i suoi disagi. Chi di noi vorrebbe ritornare ad un simile stato con il pieno godimento della ragione e della riflessione? Chi potrebbe sostenere consapevolmente un martirio così prolungato e del resto così doloroso? È lì che il Divino Bambino entrò nella sua dolorosa e umile carriera; Così cominciò ad umiliarsi davanti al Padre suo, per insegnarci ciò che Dio merita dalla sua creatura, per espiare il nostro orgoglio, origine di tutti i nostri peccati, e farci sentire tutta la criminalità e i disordini dell'orgoglio.

Desideriamo fare una vera preghiera; Cominciamo col formarcene un'idea esatta contemplando il Bambino nel grembo di sua madre. Il Divino Bambino prega e prega nel modo più eccellente. Non parla, non medita e non si abbandona a teneri affetti. Il suo stesso stato, accettato con l'intenzione di onorare Dio, è la sua preghiera e quello stato esprime altamente tutto ciò che Dio merita e come vuole essere adorato da noi.

Uniamoci alle preghiere del Dio Bambino nel grembo di Maria; Uniamoci nel profondo sconforto e lasciamo che questo sia il primo affetto del nostro sacrificio a Dio. Doniamoci a Dio, non per essere qualcosa come pretende continuamente la nostra vanità, ma per essere nulla, per restare eternamente consumati e annientati, per rinunciare allo stimolo di noi stessi, a ogni cura della nostra grandezza anche se spirituale, a ogni movimento di presunzione. Spariamo ai nostri occhi e lasciamo che solo Dio sia tutto per noi.

Quinto giorno

CONSIDERAZIONE

Abbiamo già visto la vita che condusse il Bambino Gesù nel grembo della sua purissima Madre; Oggi guardiamo tutta la vita che anche Maria condusse nello stesso periodo di tempo. Oggi è necessario non averlo se vogliamo comprendere, per quanto possibile nelle nostre limitate capacità, i sublimi misteri dell'incarnazione e il modo in cui dobbiamo rispondere ad essi.

Maria non cessava di aspirare al momento in cui avrebbe goduto di quella beatifica visione terrena; il volto di Dio incarnato. Stavo per vedere quel volto umano
quello doveva illuminare il cielo per tutta l'eternità. Avrei letto l'amore filiale in quegli stessi occhi i cui raggi avrebbero dovuto diffondere per sempre la felicità
milioni di eletti. Avrei rivisto quel volto ogni giorno, a tutte le ore, in ogni momento, per molti anni. Lo avrei rivisto nell'apparente ignoranza dell'infanzia, nelle particolari attrattive della giovinezza e nella riflessiva serenità dell'età matura... Avrei fatto tutto ciò che avrei voluto con quel volto divino; Potrei stringerlo
contro di lei con tutta la libertà dell'amore materno; copri di baci le labbra che dovrebbero pronunciare la sentenza a tutti gli uomini; contemplarla
assaggiare durante il sonno o da sveglio, finché non l'avesse imparato a memoria... quanto ardentemente desiderava quel giorno!

Tale era l'attesa di Maria... era di per sé inaudita, ma ciò non le impedì di essere la figura magnifica dell'intera vita cristiana. Non accontentiamoci
ammirare Gesù residente in Maria, ma per essenza, potenza e presenza.

Sì, Gesù nasce continuamente in noi e da noi, attraverso le opere buone che ci rende capaci di compiere e attraverso la nostra cooperazione con la grazia; sicché l'anima di colui che è in grazia è un grembo perpetuo di Maria, una Betlemme interiore senza fine. Dopo la Comunione Gesù abita in noi, per alcuni istanti, realmente e sostanzialmente come Dio e come uomo, perché lo stesso Bambino che era in Maria è anche nel Santissimo Sacramento. Cos'è tutto questo se non una partecipazione alla vita di Maria in quei mesi meravigliosi, e un'attesa piena di delizie come la sua.

Giorno sei

CONSIDERAZIONE

Gesù era stato concepito a Nazareth, la casa di Giuseppe e Maria, e si credeva che lì sarebbe nato, secondo ogni probabilità. Ma Dio aveva previsto diversamente e i profeti avevano annunciato che il messia sarebbe nato a Betlemme di Giuda, la città di Davide. Perché questa predizione si realizzasse, Dio si servì di un mezzo che non sembrava avere alcuna relazione con questo scopo, cioè l'ordine dato dall'imperatore Augusto, che tutti i sudditi dell'Impero Romano fossero registrati nel luogo di origine. Maria e Giuseppe, in quanto discendenti di Davide, non furono esentati dall'andare a Betlemme. Né la situazione della Beata Vergine né la necessità di Giuseppe del lavoro quotidiano che assicurava la loro sussistenza potevano esentarli da questo lungo e doloroso cammino, nella stagione più rigorosa e disagevole dell'anno.

Gesù non ignora il luogo in cui dovrebbe nascere e ispira i suoi genitori ad arrendersi alla Provvidenza, contribuendo così inconsciamente all'esecuzione dei disegni. Anime interiori, osservate questo maneggiamento del Bambino Divino, perché è la cosa più importante della vita spirituale; Imparare che chi si è donato a Dio non deve più appartenere a se stesso, né deve volere in ogni momento solo ciò che Dio vuole per lui; seguendolo ciecamente anche nelle cose esterne, come cambiare posto dove vuole per condurlo. Avrete modo di constatare questa dipendenza e questa fedeltà inviolabile in tutta la vita di Gesù Cristo, ed è questo il punto sul quale i santi e le anime veramente interiori hanno cercato di imitarlo, rinunciando assolutamente alla propria volontà.

giorno sette

CONSIDERAZIONE

Immaginiamo il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme, portando con sé, non ancora nato, il Creatore dell'universo fatto uomo. Contempliamo l'umanità e l'obbedienza di questo Divino Bambino che, pur essendo di razza ebraica e avendo amato per secoli il suo popolo con una predilezione inspiegabile, obbedisce così ad un principe straniero che forma il censimento della popolazione della sua provincia, come se ci fosse per Lui in quella circostanza qualcosa che lo lusingava, e volle affrettarsi ad approfittare dell'occasione per farsi registrare ufficialmente ed autenticamente come suddito nel momento in cui venne al mondo. Non è strano che l'umiliazione, che provoca alla creatura una ripugnanza così invincibile, sembri l'unica cosa creata che abbia attrazione per il Creatore? L’umiltà di Gesù non ci insegnerà ad amare quella bella virtù?

Ah...! venga il tempo in cui apparirà il desiderato delle nazioni, perché tutto grida a questo lieto evento. Il mondo, immerso nell'oscurità e nel disagio, cercando e non trovando sollievo dai suoi mali, desidera il suo Liberatore. L'anelito di Giuseppe, l'attesa di Maria, sono cose che il linguaggio umano non può esprimere. Il Padre Eterno è, se è lecito usare questa espressione, adorabilmente impaziente di donare al mondo il suo Figlio unigenito e di vederlo prendere posto tra le creature visibili. Lo Spirito Santo arde dal desiderio di presentare alla luce questa bella e santa umanità, che Egli stesso ha formato con una cura così speciale e divina. Quanto al Divino Bambino, oggetto di tanti desideri, ricordiamo che egli avanza verso di noi così come lo fece verso Betlemme. Affrettiamo col nostro desiderio il momento del suo arrivo; purifichiamo le nostre anime affinché siano la sua mistica dimora, e i nostri cuori affinché siano la sua Manis terrena; Possano i nostri atti di mortificazione e distacco “preparare le vie del Signore e raddrizzare i suoi sentieri”.

Ottavo giorno

CONSIDERAZIONE

José e María arrivano a Betlemme, cercando alloggio nelle locande; ma non la trovano né perché tutto è occupato, né perché sono stati respinti a causa della loro povertà. Tuttavia, può disturbare la pace interiore di coloro che sono fissati su Dio. Se Giuseppe provava sorpresa quando veniva respinto di casa in casa, perché pensava a Maria e al Bambino, anche lui sorrideva con tanta tranquillità quando fissava lo sguardo sulla sua casta sposa. Il nascituro esultava per quei rifiuti che erano il preludio alle sue prossime umiliazioni. Ogni voce aspra, il nido di ogni porta che si chiudeva davanti a loro, era ciò per cui era venuto. Il desiderio di queste umiliazioni era ciò che aveva contribuito a fargli assumere sembianze umane.

O divino figlio di Betlemme! Questi giorni che tanti hanno trascorso tra feste e divertimenti o riposando comodamente in comode e ricche dimore, sono stati per i vostri genitori un giorno di fatica e di umiliazioni di ogni genere. OH! Lo spirito di Betlemme è quello di un mondo che ha dimenticato Dio. Quante volte non è stato anche nostro! Non chiudiamo continuamente con grossolana ignoranza la porta alle chiamate di Dio, che ci chiede di convertire, o santificare, o
conformarsi alla sua volontà? Non abusiamo delle nostre pene, ignorandone il carattere celeste con cui ciascuno a suo modo le ha impresse in sé?
Dio viene a noi molte volte nella vita, ma non conosciamo il suo volto, né lo riconosciamo finché non ci volta le spalle e se ne va dopo il nostro rifiuto.

Il sole del 24 dicembre tramonta dietro i tetti di Betlemme e i suoi ultimi raggi dorano le cime delle ripide rocce che la circondano. Uomini maleducati danno una gomitata rudemente al Signore per le strade di quel villaggio orientale, e chiudono le porte quando vedono la loro madre. La volta del cielo appare scintillante sopra quei colli frequentati dai pastori. Le stelle appaiono una dopo l'altra. Ancora poche ore e apparirà la Parola eterna.

giorno nono

CONSIDERAZIONE

La notte è completamente calata nelle campagne di Betlemme. Scartati dagli uomini, e trovandosi senza riparo, Maria e Giuseppe lasciarono l'inospitale cittadina e si rifugiarono in una grotta ai piedi del colle. La regina degli angeli seguì l'asinello che le aveva fatto da umile cavallo durante il viaggio, e in quella grotta trovarono un bue mansueto, probabilmente lasciato lì da uno dei viaggiatori che erano andate a cercare.
alloggio in città.

Il Divino Bambino, all'insaputa delle sue creature razionali, dovrà rivolgersi a quelle irrazionali affinché possano riscaldare l'atmosfera gelata di quella notte invernale con il loro respiro caldo, e dimostrargli con questo e con il loro atteggiamento umile, rispetto e adorazione. che Betlemme lo aveva rinnegato. La lanterna rossastra che ha José
nella mano illumina debolmente quel poverissimo recinto, quella mangiatoia piena di paglia che è figura profetica dei prodigi dell'altare, e dell'intima e prodigiosa unione eucaristica che Gesù contrarrà con gli uomini. Maria è in preghiera al centro della grotta, e così trascorrono silenziose le ore di quella notte piena di mistero.

Ma la mezzanotte è arrivata, e all'improvviso vediamo dentro quella mangiatoia, poco prima vuota, il Bambino divino atteso, predetto, desiderato per quattromila anni con ineffabile anelito. Ai suoi piedi si prostra la sua Santa Madre, nei trasporti di un'adorazione di cui nulla può dare l'idea. Anche Giuseppe si avvicina e gli rende l'omaggio con cui inaugura il suo misterioso e imponderabile ufficio di padre adottivo del Redentore degli uomini. La moltitudine degli angeli che scendono dal cielo per contemplare questa ineguagliabile meraviglia, fanno esplodere la loro gioia e fanno vibrare nell'aria le armonie di quel Gloria in Excelsis, che è il
eco dell'adorazione che avviene intorno all'Altissimo, resa per un istante percepibile alle orecchie della povera Terra. Convocati da loro, entrano
I pastori della regione accorrevano per adorare il neonato e presentargli le loro umili offerte. La misteriosa stella di Giacobbe brilla già a est, e
si avvia verso Betlemme la splendida carovana dei Re Magi, che tra pochi giorni verranno a depositare ai piedi del Divino Bambino l'oro, la
incenso e mirra, simboli di carità, adorazione e mortificazione.

Oh amato Bambino! Anche noi, che abbiamo realizzato questa novena per prepararci al vostro Natale, vogliamo offrirvi la nostra povera adorazione. Non rifiutarlo! Vieni nelle nostre anime, vieni nei nostri cuori pieni d'amore! Accendi in loro la devozione alla tua santa infanzia, non intermittente e limitata solo al tempo del tuo Natale, ma sempre e in ogni momento; devozione che fedelmente praticata e zelantemente propagata,
guidaci alla vita eterna, liberandoci dal peccato e seminando in noi tutte le virtù cristiane.

Conoscere il Natale

Cos'è il Nono?

Fare una novena è pregare per nove giorni per qualche intenzione e/o per prepararsi ad una grande festa. Possono essere nove giorni consecutivi, ma anche nove volte nello stesso giorno o, ad esempio, nove venerdì.

Che origine ha?

Dopo il giovedì dell'Ascensione di Gesù è iniziata la prima novena. È stato il tempo di perseverante preghiera che Maria e gli Apostoli hanno vissuto nel Cenacolo di Gerusalemme in attesa della venuta dello Spirito Santo, nella festa di Pentecoste. La Novena di Natale è la novena che compiamo per prepararci alla nascita di Gesù Cristo. Ci prepariamo perché vogliamo che Gesù viva e regni nei nostri cuori. Intenzione per ogni giorno: è vivamente consigliato all'inizio della novena ricordare o scegliere una o più intenzioni per le quali pregare durante la preghiera della novena. È importante ricordare la promessa di Gesù: “Vi dico anch'io: se due di voi si riuniranno sulla terra per chiedere qualcosa, il Padre mio che è nei cieli ve la darà”. (Matteo 18:19)

Natale

Come posso vivere adesso questo evento così lontano nel tempo? Come posso partecipare fruttuosamente alla nascita del Figlio di Dio, avvenuta più di duemila anni fa? Nella Santa Messa della vigilia di Natale ripeteremo queste parole come ritornello del Salmo responsoriale: «Oggi è nato per noi il Salvatore». Questo avverbio di tempo, “oggi”, ricorre frequentemente in tutte le celebrazioni natalizie e si riferisce all'evento della nascita di Gesù e alla salvezza che viene a portare l'Incarnazione del Figlio di Dio. Nella liturgia questo evento supera i limiti dello spazio e del tempo, e diventa attuale, presente; Il suo effetto dura, nonostante il passare dei giorni, degli anni e dei secoli. Indicando che Gesù è nato «oggi», la liturgia non usa una frase senza senso, ma sottolinea piuttosto che questa nascita tocca e permea tutta la storia, continua ad essere una realtà anche oggi, alla quale possiamo arrivare proprio nella liturgia. . Per noi credenti, la celebrazione del Natale rinnova la certezza che Dio è realmente presente con noi, ancora “carne” e non solo lontano: pur essendo presso il Padre, è vicino a noi. In quel Bambino nato a Betlemme, Dio si è avvicinato all'uomo: lo possiamo ritrovare adesso, in un “oggi” che non ha tramonto.

La mangiatoia

Allestire il presepe è una tradizione molto particolare e divertente. È presente nelle nostre case, nelle scuole, al lavoro e persino negli ospedali, nei centri commerciali e nelle piazze dei paesi e delle città. Il presepe ci ricorda che Dio è vicino a tutti noi. Fin da piccoli, quando i nostri genitori e i nostri nonni ci insegnano a realizzare il presepe, impariamo che questa tradizione ha un significato profondo e speciale. Speriamo che questa usanza non venga mai persa! Al contrario, cresca ogni anno in più luoghi e in più cuori. Così, se da qualche parte è stato dimenticato, possiamo riscoprirlo e viverlo con più forza e gioia. Questo Natale prepariamo il presepe più bello per Dio nei nostri cuori.

L'albero di Natale: 

Un simbolo di fede, luce e speranza

L'albero di Natale è molto più di un addobbo; È un simbolo carico di significati profondi che invita a riflettere sulla luce, sull'amicizia e sulla riconciliazione. Secondo il Papa emerito Benedetto XVI, questo albero ci ricorda che Dio è nostro amico e, quindi, siamo fratelli tra di noi. In un mondo che spesso affronta ostilità e divisioni, l’albero di Natale ci incoraggia a rafforzare la nostra amicizia e a portare la luce in tutti gli angoli del mondo. Il pino, che solitamente è l'albero prescelto, ha un significato speciale: il suo colore verde rimane vivido anche in inverno, quando la neve ricopre tutto ciò che lo circonda. Questo simboleggia la vita che non muore, segno di speranza che ci ricorda che la grazia di Dio rimane costante, anche nei momenti più freddi e difficili della vita. Questo messaggio ci ispira a fare della nostra vita un dono, non solo attraverso le cose materiali, ma anche attraverso l'amicizia sincera, l'affetto, l'aiuto fraterno e il perdono. Ogni volta che accendiamo le luci dell'albero e del presepe nelle nostre case, apriamo i nostri cuori alla vera luce spirituale che il Salvatore porta a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Questo semplice gesto ci ricorda che la nascita di Gesù trasforma il mondo e ci chiama a vivere nell'unità, nell'amore e nella pace.

In un tempo in cui il vero significato cristiano del Natale viene dimenticato, il presepe e l'albero diventano testimonianza viva della nostra fede. Ci invitano a trasmettere alle nuove generazioni i valori delle tradizioni che fanno parte della nostra famiglia e delle nostre convinzioni. Così, mentre prepariamo le nostre case e i nostri cuori, ricordiamo che l’albero di Natale è un ricordo costante della luce e della bontà di Dio, che ci accompagna e ci invita a vivere amando e servendo gli altri. Possa questo albero, simbolo di speranza e amicizia, ispirarci a vivere con gioia lo spirito del Natale, a condividere la nostra luce con chi ci circonda e a celebrare con gratitudine la nascita del Salvatore.

Cos'è l'Avvento e
Corona dell'Avvento?

L'Avvento è un tempo di preparazione spirituale al Natale. Durante queste settimane siamo invitati a fermarci nel mezzo della nostra routine quotidiana e a prepararci con tutto il cuore all’arrivo di Gesù. È un momento per rafforzare la nostra relazione con Dio, praticare la gentilezza e riempire la nostra vita di pace e gioia.

La Corona dell'Avvento e il suo significato

La Corona dell'Avvento non è solo una decorazione, è una guida spirituale che ci aiuta a vivere questo tempo con scopo e riflessione. È composto da un cerchio di rami verdi che simboleggia l'amore eterno di Dio e la speranza nella vita eterna. Sulla corona sono poste cinque candele: quattro attorno ad essa, che vengono accese ogni domenica prima di Natale, e una centrale, che viene accesa il giorno di Natale, a rappresentare l'arrivo di Gesù come luce del mondo. Questa illuminazione progressiva simboleggia come la luce di Cristo cresce nella nostra vita e ci riempie di speranza. Un tempo per riflettere L'Avvento ci invita a riflettere su come Gesù illumina la nostra vita con il suo amore, a vivere la nostra fede con gioia e a crescere nella bontà e nella speranza. Ogni candela accesa ricorda che ogni giorno ci avvicina al grande dono del Natale: la nascita di Cristo. Accendiamo le candele, riflettiamo e viviamo questo tempo con amore, speranza e gratitudine

La Beata Vergine Maria

María è una madre che guarda suo figlio con amore e lo mostra a tutti coloro che gli vengono incontro. La sua immagine ci fa pensare al grande mistero che ha avvolto questa giovane donna quando Dio ha bussato alla porta del suo cuore immacolato. Quando l'angelo le annunciò che sarebbe stata la madre di Dio, Maria rispose con totale obbedienza e fiducia. Le sue parole: «Ecco l'ancella del Signore; avvenga di me secondo la tua parola» (Lc 1,38), sono un esempio per tutti noi di come confidare e accogliere la volontà di Dio. Con quel “sì”, Maria è diventata madre del Figlio di Dio, conservando la sua purezza e consacrandola a Lui. In Lei vediamo la Madre di Dio, che non ha il Figlio solo per sé, ma invita tutti all'ascolto e compiere i suoi insegnamenti (cfr Gv 2,5)

San José San José

Di solito è raffigurato con il bastone in mano e talvolta anche con in mano una lampada. San Giuseppe gioca un ruolo molto importante nella vita di Gesù e Maria. È il tutore che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia. Quando Dio lo avvertì della minaccia di Erode, non esitò a partire ed emigrare in Egitto (cfr Mt 2,13). E una volta passato il pericolo, riportò la famiglia a Nazaret, dove fu il primo educatore di Gesù bambino e adolescente. Giuseppe portava nel cuore il grande mistero che circondava Gesù e Maria sua sposa, e da uomo giusto confidò sempre nella volontà di Dio e la mise in pratica.

I tre saggi

I Magi insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo. Sono uomini ricchi, stranieri saggi, assetati di infinito, che intraprendono un viaggio lungo e pericoloso che li porta a Betlemme (cfr Mt 2,1-12). Una grande gioia li invade davanti al Re Bambino. Non si lasciano scandalizzare dalla povertà dell'ambiente; Non esitano a inginocchiarsi e ad adorarlo. Davanti a Lui comprendono che Dio, così come regola con sovrana sapienza il corso degli astri, guida il corso della storia, abbassando i potenti ed esaltando gli umili. E certamente, arrivati ​​nel loro Paese, avranno raccontato di questo sorprendente incontro con il Messia, inaugurando il cammino del Vangelo tra la gente. I Re Magi, osservando la stella, quei saggi e ricchi signori venuti dall'Oriente erano partiti alla volta di Betlemme per incontrare Gesù e offrirgli doni: oro, incenso e mirra. Questi doni hanno anche un significato allegorico: l'oro onora la regalità di Gesù; incensa la sua divinità; la mirra la sua santa umanità che conoscerà morte e sepoltura. Contemplando questa scena del presepe, siamo chiamati a riflettere sulla responsabilità che ogni cristiano ha di essere evangelizzatore. Ciascuno di noi diventa portatore della Buona Novella con coloro che incontra, testimoniando con azioni e segni di misericordia la gioia di aver trovato Gesù e il suo amore.

I pastori

“E avvenne che, quando gli angeli se ne furono andati nel cielo, i pastori dissero tra loro: 'Andiamo dunque a Betlemme e vediamo quello che è avvenuto e quello che il Signore ci ha detto'. Correvano e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia» (Lc 2,15s). I pastori scapparono. In modo simile, l'evangelista aveva narrato che Maria, dopo che l'angelo le aveva parlato della gravidanza della sua parente Elisabetta, si era diretta «presto» verso la città della Giudea dove vivevano Zaccaria ed Elisabetta (cfr Lc 1,39). I pastori correvano, probabilmente anche spinti da curiosità umana, per vedere ciò che di così grande era stato loro annunciato, ma senza dubbio allo stesso tempo avevano le ali per la gioia che, ora, il Salvatore, il Messia , era veramente nato il Signore, che tutti aspettavano e che per primo è stato loro concesso di vedere. Quali cristiani oggi hanno fretta quando si tratta delle cose di Dio? Se c’è qualcosa che merita fretta – sembra dirci tacitamente l’evangelista – sono le cose di Dio.

angeli che cantano

L'angelo del Signore apparve tra i pastori e la chiarezza del Signore li avvolse. Hanno paura, ma l'angelo li tranquillizza e annuncia: «Grande gioia per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, vi è nato un Salvatore, il Messia, il Signore» (Lc 2,10ss). ). Viene detto loro che troveranno come segno un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia. E «all'improvviso apparve intorno all'angelo una legione dell'esercito celeste, lodando Dio, dicendo: "Gloria a Dio in cielo e pace in terra ai suoi uomini graditi"» (Lc 2,12). . L'evangelista sottolinea che gli angeli “dicono”, è chiaro per il cristianesimo che il dire degli angeli è un canto, in cui è percepibile tutto lo splendore della grande gioia che essi annunciano. E così da quell'ora il canto di lode degli angeli non tace più. Quel canto continua nei secoli in forme sempre nuove e risuona sempre di nuovo nella celebrazione della nascita di Gesù. Si comprende bene che anche i semplici fedeli sentirono poi cantare i pastori e che, ancora oggi, cantano le loro melodie la vigilia di Natale ed esprimono con il loro canto la grande gioia che da allora e fino alla fine ci è stata donata. dei tempi.

Dio bambino

Il Bambino Gesù, vero Dio, si presenta così, in un bambino, che può essere accolto tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde il suo potere che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, ma è così: in Gesù, Dio era bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta nel suo sorriso e nel tendere le sue mani verso tutti. La nascita di un bambino suscita gioia e stupore, perché ci pone davanti al grande mistero della vita. Vedendo brillare gli occhi degli sposi davanti ai figli, comprendiamo i sentimenti di Maria e Giuseppe che, guardando il bambino Gesù, percepivano la presenza di Dio nella loro vita.

carols

Il mio burrito sabanero

Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

La luce del mattino illumina il mio cammino
La luce del mattino illumina il mio cammino
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Con il mio fuoristrada canto, il mio asinello trotta
Con il mio fuoristrada canto, il mio asinello trotta
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Tuki tuki tuki tuki, tuki tuki tuki ta
Sbrigati, asinello mio, stiamo per arrivare
Tuki tuki tuki tuki, tuki tuki tuki tu
Presto, asinello mio, andiamo a vedere Gesù

Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

La luce del mattino illumina il mio cammino
La luce del mattino illumina il mio cammino
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Con il mio fuoristrada canto, il mio asinello trotta
Con il mio fuoristrada canto, il mio asinello trotta
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Tuki tuki tuki tuki, tuki tuki tuki ta
Sbrigati, asinello mio, stiamo per arrivare
Tuki tuki tuki tuki, tuki tuki tuki tu
Presto, asinello mio, andiamo a vedere Gesù

Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Con il mio burrito di Sabanero, vado a Belén
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme
Se mi vedono, se mi vedono, sono in viaggio per Betlemme

Campana su campana

Campana su campana
E su un campanello
Guarda fuori dalla finestra
Vedrai il bambino nella culla

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

Raduna il tuo gregge
Dove vai, pastorello?
Ti porterò al portale
Ricotta, burro e vino

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

Campana su campana
E al campanello due
Guarda fuori dalla finestra
Perché Dio sta nascendo

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

Camminare a mezzanotte
Dove stai camminando, pastore?
Prendo il bambino che è nato
Come Dio, cuore mio

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

Campana su campana
E su un campanello
Guarda fuori dalla finestra
Vedrai il bambino nella culla

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

Raduna il tuo gregge
Dove vai, pastorello?
Ti porterò al portale
Ricotta, burro e vino

Betlemme, campane di Betlemme
che gli angeli toccano
Che notizie ci porti?

El Tamborilero

(Il tamburino)

La strada che porta a Betlemme
Scendete nella valle che la neve ha coperto
I pastorelli vogliono vedere il loro re
Gli portano regali nella sua umile borsa
Ropoponpon, ropoponpon
È nato in un portale di Betlemme
Il Dio bambino

Vorrei mettermi ai tuoi piedi
Qualsiasi regalo che ti piaccia, Signore
Ma sai già che anch'io sono povero
E non possiedo altro che un vecchio tamburo
Ropoponpon, ropoponponpon
In tuo onore busserò davanti al portale
con il mio tamburo

La strada che porta a Betlemme
Sto segnando con il mio vecchio tamburo
Non c'è niente di meglio che posso offrirti
Il suo accento rauco è una canzone d'amore
Ropoponpon, ropoponpon
Quando Dio mi ha visto giocare davanti a lui
mi ha sorriso

Un asino va verso Betlemme, rin, rin

Un asino va verso Betlemme, rin, rin
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
Caricato con cioccolato

Porta con sé la sua macchina per il cioccolato, rin, rin
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
Il tuo macinino e il tuo fornello

Maria, Maria, vieni qui correndo
Che stanno mangiando la cioccolata
Maria, Maria, vieni qui correndo
Che stanno mangiando la cioccolata

Al portale di Betlemme, rin, rin
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
Sono entrati gli zingari

E al bambino che è nella culla, rin, rin
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
I pannolini sono stati rubati

Maria, Maria, vieni qui volando
Che i pannolini vengono rubati

Maria, Maria, vieni qui volando
Che i pannolini vengono rubati
Un asino va verso Betlemme, rin, ri
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
Caricato con cioccolato

Porta con sé la sua macchina per il cioccolato, rin, rin
Mi sono ricucito, mi sono ricucito
Ho messo un cerotto, l'ho tolto
Il tuo macinino e il tuo fornello

Maria, Maria, vieni qui correndo
Che stanno mangiando la cioccolata
Maria, Maria, vieni qui correndo
Che stanno mangiando la cioccolata

Testi tratti dalla tradizionale Novena o novena di Natale
di Aguinaldos che si prega in Colombia e dai colombiani
tutti i 9 giorni prima di Natale.
Libro Gesù di Nazaret, Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)
Lettera apostolica ADMIRABILE SIGNUM del Santo Padre
Francesco, sul significato e il valore del presepe
Santo Natale, Udienza Generale, Papa Benedetto XVI,
mercoledì 21 dicembre 2011

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